Con l’inizio dei festeggiamenti per i suoi 60 anni, la Lega Nazionale Dilettanti ha voluto subito mettere al centro i suoi eroi. Club, atleti e atlete, dirigenti: i veri protagonisti di una scena che, senza di loro, non potrebbe nemmeno esistere. A loro sono dedicati questi dieci lustri, costruiti sulla passione e sull’impegno quotidiano per un sogno chiamato “calcio”. A bordo della nave MSC “Sinfonia”, sono stati consegnati i primi cinque speciali riconoscimenti, rappresentati in un pallone dalla livrea dorata. Fair play, fedeltà, impegno sociale, esempio: primi su ogni pallone. In ogni tappa del sessantesimo della LND ci saranno altri eroi da premiare, altre storie da raccontare. Tutte attraverso un pallone. È lì che comincia la magia.

ALLA MEMORIA – Stefano COLASANTI
Allenatore, vigile del fuoco ma soprattutto “un eroe normale”: così sarà ricordato Stefano Colasanti, 50 anni, che lo scorso 5 dicembre ha perso la vita nel tentativo di spegnere le fiamme divampate a causa della violenta deflagrazione di un’autocisterna nei pressi di Fara Sabina. Tecnico del Cittaducale calcio a 5 femminile, pompiere dal 1997 in servizio presso il comando di Rieti, i colleghi lo ricordano così: “E’ morto perché prima per noi vengono gli altri”. Chi lo conosceva non si è stupito quando è venuto a sapere che Stefano quella notte non era nella squadra di soccorso intervenuta, era a lavoro ma stava trasferendo un mezzo in manutenzione: quando è passato davanti al distributore e ha visto la situazione, le fiamme che avevano iniziato a propagarsi, per spirito di servizio si è fermato per aiutare i colleghi intervenuti da Poggio Mirteto. Non è un caso se Stefano era impegnato anche nello sport perché quando una persona è abituata ad aiutare gli altri, ad essere un esempio, non si limita ad esserlo solo dentro un rettangolo di gioco, fa voto di vastità.

FAIR PLAY / CALCIO A 5 – Pamela PRESTO
Un gesto che vale più di 1000 gol. Quando si dice che lo sport non è solo salute fisica ma costituisce un’insostituibile palestra di educazione civica e morale basta ricordare il gesto compiuto la scorsa stagione dalla giocatrice Pamela quando vestiva la maglia dell’Unicusano Ternana calcio a 5 femminile dopo una semifinale scudetto con il Real Statte. A cena con la squadra dopo la sfida nello stesso ristorante dove casualmente si trovavano anche gli arbitri della gara, tra cui Elena Lunardi a cui improvvisamente è mancato il respiro dopo aver provato a inghiottire un boccone. “Ero convinta di non avere scampo. Ero al centro della sala che soffocavo e tutti mi guardavano disperati ma impotenti – ha dichiarato Elena”. Tutti, tranne una: Pamela Presto, che – grazie a un corso di primo soccorso svolto pochi giorni prima – ha operato la cosiddetta manovra anti- soffocamento e salvato la vita ad Elena. Un intervento che non è stato frutto del caso, Pamela infatti ha il patentino di primo soccorso, oltre che giocatrice è allenatrice e insegnante. Determinanti la preparazione, la presenza di spirito e il coraggio dimostrati da una donna vincente anche nello sport, tre volte campionessa d’Italia e pluridecorata con la maglia azzurra.

IMPEGNO SOCIALE / CALCIO FEMMINILE – FC SASSARI TORRES CF
Ha fatto la storia del calcio femminile italiano, dominando la scena e conquistando tutto quello che c’era da vincere tra gli anni 90 e 2000. Oggi, seppur più lontana dai riflettori, si adopera tutti i giorni per uno sport più etico. Per la Torres il calcio è un valore sociale, vuol dire anche senso di appartenenza al territorio ed a una comunità. E’ la dimostrazione che lo sport può avere una dimensione umana. La società del Presidente Andrea Budroni ha lanciato tante iniziative che ruotano intorno al progetto #conLaTorresNelCuore. Il club insieme alla Onlus Trapiantati Aitf Nuoro Ogliastra si è impegnata nel sensibilizzare l’opinione pubblica ricordando che “Donare gli organi è il miglior assist alla vita”. E ancora, le atlete della Torres hanno incontrato migliaia di studenti per lanciare un messaggio chiaro: “Io mando il bullismo #InFuorigioco”. Un esempio seguito da tante altre società. Il club è stato protagonista di una raccolta fondi per aiutare la ricerca nella lotta alla SLA. Ogni anno la Torres è sempre in prima fila nel contrastare la violenza sulle donne. È in prima fila anche nelle campagne contro il cyber-bullismo ed organizza regolarmente visite nelle case di cura e nelle cliniche pediatriche.

FEDELTA’ / SERIE D – S.P. TAMAI
Il Tamai rappresenta al meglio l’anima della Serie D, un campionato che è seguito appassionatamente da grandi masse di tifosi, legati ai colori sociali ed alle tradizioni non solo calcistiche di città piccole, grandi e medie, in un Paese come il nostro che ha soprattutto una superba storia comunale. La squadra presieduta da 20 anni da Elia Tomaso Verardo coniuga passione sportiva e identità territoriale. I valori e gli odori del campo sono quelli forti della provincia sana e sanguigna. Il Tamai, fondato nel 1973, da 18 anni consecutivi in pianta stabile in Serie D, è l’espressione dell’omonima frazione del comune di Brugnera, in provincia di Pordenone, che conta poco più di 2500 abitanti ed è una delle più piccole realtà del quarto campionato d’Italia. I giocatori sono noti a tutti come le “furie rosse”, un soprannome che non deve ingannare, la società è un esempio di correttezza, ha vinto più volte la coppa disciplina e nel 2004 il club è stato premiato dalla LND con il riconoscimento “Lealtà nello sport”.

FEDELTA’ / BEACH SOCCER – TERRACINA B.S.
A Terracina il Beach Soccer è una vera e propria religione laica. Sulla spiaggia delle “Rive di Traiano” all’ombra del Tempio di Giove Anxur il club pontino ha scritto le pagine più importanti dello sport più popolare dell’estate. Nato nel 2004 insieme all’ufficializzazione della disciplina sotto l’egida della FIGC-Lega Nazionale Dilettanti, in quindici edizioni del campionato italiano di beach soccer il Terracina si è sempre qualificato alle fasi finali. La squadra del Presidente Fulvio Carocci è la più titolata d’Italia con nove trofei (3 Scudetti, 3 Supercoppe e altrettante Coppe Italia più sei finali disputate). Il Terracina è una fucina di giovani talenti che hanno fatto le fortune della nazionale italiana (Palmacci, D’Amico, Frainetti, Corosiniti, Feudi, Carotenuto, Spada e tanti altri), una miniera di gioielli allenati per dodici anni dal tecnico Emiliano Del Duca. Il mister pontino che rappresenta al meglio la vis pugnandi dei tigrotti dal 2016 è entrato nello staff tecnico della nazionale e la scorsa stagione, alla sua prima annata come ct, ha conquistato il titolo europeo nello stadio di Alghero stracolmo di gente. La perla del litorale pontino è la vera culla del del beach soccer, tra campionato, coppa, finali e tappe europee è stato teatro di dodici eventi facendo registrare il record di presenze sugli spalti della Beach Arena sul lido di Traiano.